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Anonimo Chiavarese

Anonimo Chiavarese

Bracciano: lago, natura e quel trenino per Roma

Il Castello, le tombe etrusche, le passeggiate nel verde. E se tutto questo non vi basta, ecco un trenino che vi porta dritti dritti nel cuore di Roma. Mille e uno motivi per non perdere la Nazionale di giugno a Bracciano

Bracciano Caput Mundi. L’incipit, lo ammettiamo, è un filino impegnativo ma aiuta a ribadire come il nostro amato laghetto sia a un tiro di schioppo dalla Città Eterna. Il che significa una montagna di possibilità per chiunque abbia la felice di idea di accompagnare un contenderista alla Terza prova del Trofeo Carlini.
Prima di fiondarvi a Roma, però, guardatevi intorno perché ne varrà davvero la pena: a giugno, il Lazio in generale e Bracciano in particolare, sono un frullato di colori, storia e natura. Insomma, un’autentica meraviglia. In ogni caso, eccovi qualche proposta.

 

Primo itinerario
Cominciamo dal lago, anzi proprio da Bracciano. Se non lo avete mai fatto, visitate il Castello Odescalchi al centro della piccola città. La cosa migliore è inserirvi all’interno di una visita guidata. Perché se tutti, o quasi, sanno che qui si è sposato Tom Cruise (potere del gossip), non tutti conoscono i segreti del castello. Come la storia della principessa che, partito il consorte per la guerra, si dilettava e ricevere ogni notte un fidanzato diverso, invitandolo il mattino dopo a imboccare una porta segreta che non portava all’uscita ma a un salto nel vuoto dentro una tromba cosparsa di lame appuntite. Leggenda o realtà? Nel dubbio, la porta è ancora in bella mostra, accanto a quella che un tempo era una camera da letto assai frequentata. Al castello (fidatevi, va proprio visto) si può arrivare anche a piedi dal circolo, con una passeggiata di venti minuti.
Altra tappa lacustre obbligatoria è Trevignano: dovete prendere la macchina ma la strada è davvero fantastica. Una volta arrivati, passeggiate in libertà sul lungolago che, per sole e caldo, ha poco di lago e molto di Costa Azzurra. All’estremità opposta (venendo da Bracciano) troverete molti ristorantini con affacci deliziosi, ma la mia sosta preferita è al Bar La Vela, dove si può mangiare un piatto, un panino o un insalata seduti su uno splendido pontile in mezzo al lago. Continuate verso sud fino a dove finisce il lungolago e poi tornate indietro passando questa volta per il paesino vecchio. A metà strada chiedete della salita alla Rocca, appena riaperta: pochi gradini e vi godrete una vista spettacolare del lago dall’alto.

Vi piace la storia? Vi affascina l’archeologia? Avete due possibilità: la prima è continuare dopo Trevignano e andare a Sutri, affascinante città con tombe e resti etruschi. Ma imperdibile, davvero, è la visita alle tombe, anche queste etrusche, di Cerveteri: prendetevi un po’ di tempo e visitatele tutte, ne vale la pena. La necropoli si trova verso il mare a meno di mezz’ora da Bracciano. A quel punto vi suggerisco di prendere l’Aurelia verso nord e, dopo un quarto d’ora, prima di Santa Severa, state attenti al cartello marrone che vi indica il Castello di Santa Severa e i resti dell’antica Pyrgi. Lo conoscono in pochi ma è un autentico spettacolo: un castello proprio sulla spiaggia con a sud una riserva naturale verde e a nord una lunga spiaggia bianca. Il castello è visitabile e non va perduto per nulla al mondo.

Ritornate sui vostri passi, cioè verso sud, ma questa volta non ripassate per Cerveteri: appena vedete un cartello blu che indica Bracciano, imboccate la strada a sinistra che vi porta all’interno: state andando vero il minuscolo borgo di Sasso che si inerpica su una collina spettacolare (verde, pecore e rocce tufacee che sporgono come dolmen nella campagna…); scollinate e dopo un quarto d’ora vi troverete nel bosco di Manziana. Se volete saperne di più, leggete il secondo itinerario, altrimenti arrivati all’incrocio con la braccianense (subito dopo il bosco) girate a destra e tornate a Bracciano.

 

Secondo itinerario
Siete amanti del verde? Allora dal circolo cercate la strada per Manziana (a nord) e, superato il paese, sulla sinistra troverete l’ingresso del bosco di Manziana: un gigantesco polmone di clorofilla da scoprire a piedi o, ancora meglio (se siete attrezzati) con una mountan bike. Qui hanno girato le scene più verdi e selvagge di alcuni dei film più famosi (Cinecittà, infondo, qui giocava e gioca ancora in casa).
Riprendete la macchina, tornate un poco verso sud e girate a destra verso Quadroni, poi cercate o chiedete di Canale Monterano. Breve passeggiata e vi troverete indietro nel tempo all’interno di un borgo abbandonato del ‘600.

 

Se invece andate verso nord, la tappa obbligatoria si chiama Calcata, un paesino un tempo abitato da hippies da cui si gode una spettacolare vista sulla valle verde del Treja. Se siete dei camminatori vi consiglio di prenotare una passeggiata con guida dentro la valle e lungo il torrente: non l’ho ancora fatta, ma mi dicono che sia bellissima.

Terzo itinerario
Tutte le strade portano a Roma, lo so. Quella che però vi consiglio, per questioni di traffico e parcheggio, è a due binari e parte dalla stazione di Bracciano. Già, il modo più comodo e meno stressante per arrivare nella Capitale è un trenino a una linea sola (avete letto bene, due binari soltanto con i treni che si alternano nelle due direzioni, come nel West). Il secondo consiglio è quello di prendere un Birg, un biglietto regionale a tariffa integrata che vale come andata e ritorno in treno e vi consente di girare per Roma con tutti i mezzi pubblici (tram, metro e bus) senza dover cercare altri biglietti: l’unica accortezza è quella di convalidare il biglietto integrato prima di partire da Bracciano, altrimenti sono dolori. Il Birg lo potete comprare alla biglietteria della Stazione oppure se è chiusa (cosa che capita spesso) al bar all’interno dello stesso edificio. Il terzo consiglio è di scendere alla Stazione di Valle Aurelia dove trovate una fermata della metro A (quella rossa) che vi porta direttamente in centro. Fossi in voi scenderei a Flaminio (Piazza del Popolo) o a Piazza di Spagna. E qui ho poco da dirvi, perché la cosa migliore per godersi il centro di Roma è… perdersi. In ogni caso, se scendete a Flaminio andate subito in Piazza del Popolo: nella chiesa a sinistra appena dopo la porta che divide Piazza Flaminio da Piazza del Popolo trovate uno splendido Caravaggio tra l’altro citato in “Angeli e Demoni” di Dan Brown. Camminate fino all’obelisco e guardate la perfetta prospettiva delle tre strade (non a caso la zona si chiama Tridente) che partono proprio da qui: Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta. La chiesa tra Via del Corso e Via del Babuino viene chiamata Chiesa degli Artisti perché è qui che vengono celebrati i funerali di registi, attori, cantanti, pittori. Via del Corso tenetela per lo struscio, per adesso incamminatevi lungo via del Babuino: a metà strada sulla destra vedrete una fontana con una figura “pelosa” che dà il nome alla via: il Babuino è una delle fontane parlanti di Roma, così chiamate perché la gente vi nascondeva dei biglietti per denunciare persone a loro poco simpatiche.

Accanto alla fontana c’è un bar che vale la pena visitare: si chiama Tadolini Canova ed è lo studio in cui lavorava il celebre scultore; prendete un cappuccino (le tazze in cui vengono serviti sono una delizia per gli occhi) e guardate le statue e i modelli di prova sparsi per quello che era un vecchio atelier diventato oggi un bar e ristorante di lusso.
Proseguite per piazza di Spagna, ma prima di arrivarci vi consiglio di prendere l’ultima strada a sinistra per tornare verso Piazza del Popolo questa volta passando per Via Margutta: appena la imboccate vi sembrerà di essere usciti dalla caos di Roma per entrare in un tranquillo paesino di campagna abitato fino a pochi decenni fa da pittori e artisti che qui avevano i loro studi. Camminate fino in fondo (al numero 117 c’è la casa dove viveva Federico Fellini con Giulietta Masina) e tornate in Piazza del Popolo. Adesso prendete la salita sulla destra dopo il Bar Canova e salita fino alla terrazza sul Pincio dove avrete una delle viste più spettacolari di Roma.

 

Vado avanti? Allora, qui avete due possibilità. Visto che siete dentro il Pincio, volendo potreste andare a visitare la magnifica Galleria Borghese che si trova all’interno del parco a quindici minuti dalla terrazza: per farlo dovete però prenotare per tempo la visita.

 

 

In alternativa tornate verso Piazza di Spagna ma camminando lungo la strada dentro il Pincio che costeggia Via Margutta dall’alto. In questo modo arriverete alla famosa Trinità dei Monti, guardate Roma ancora una volta dall’alto (davanti a voi la lussuosissima Via Condotti) e scendete lungo la famosissima scalinata che vi porta alla “barcaccia”, la magnifica fontana di Piazza di Spagna. Qui andate a sinistra e dopo dopo dieci minuti arriverete a quella autentica meraviglia chiamata Fontana di Trevi.
Mi fermo qui, perché adesso toccherà a voi decidere cosa fare e cosa vedere. Vi segnalo soltanto che alle Scuderie del Quirinale c’è la mostra su Leonardo da Vinci che vi consiglio per tre motivi: il primo è che è bellissima, il secondo perché lo spazio espositivo disegnato da Gae Aulenti nelle vecchie scuderie dove un tempo venivano riparati i cavalli (guardate i gradini larghi e poco inclinati per farli salire ai piani superiori) è semplicemente fantastico; il terzo motivo è che si trova sul colle più alto, politicamente non solo. Il Quirinale, insomma. Ovviamente, e mi taccio per sempre, una cosa da non perdere sono i Fori, vale a dire i resti dell’antica Roma: se non fa troppo caldo (ai primi di giugno dovrebbe essere accettabile) sono semplicemente imperdibili.

Ripeto: camminate, ammirate e perdetevi. Quando sarete stanchi (e lo sarete, garantito) prendete di nuovo la linea Rossa della Metro (Barberini, Piazza di Spagna o Flaminio) e scendete a Valle Aurelia. Qui, con il vostro magico Birg, salite su un treno per Bracciano (direzione Viterbo) e il gioco è fatto.

 

 

 

 

Il fascino di Via Margutta!

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