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Giovanni Bonzio

Giovanni Bonzio

Il Contender secondo Giovanni (Bonzio)

I consigli per armare al meglio la propria barca. Scritto da un grande contenderista già campione europeo, pluricampione italiano e salito tre volte sul podio mondiale. Insomma, meglio ascoltarlo

Dopo avere fatto regate per anni su un gran numero di derive e skiff, è ormai qualche anno che regato con il Contender. Il Contender è un singolo con randa e trapezio, veloce, moderno, ma anche molto marino, e contrariamente al trend di altre classi la diffusione e la partecipazione alle regate sono in forte crescita.

Sul Contender è fondamentale che le manovre funzionino alla perfezione, e per quanto possibile è vitale evitare eventuali rotture o piccole avarie. Uno strozzatore che non funziona o un bozzello che si guasta possono compromettere una regata: essendo in barca da soli e navigando da trapezio, ogni piccola riparazione comporta la perdita di moltissime posizioni.

Il mio nuovo  Contender “Sail Addiction ITA47” è completamente armato Harken, e in questi primi mesi di utilizzo ho avuto modo di mettere a punto l’attrezzatura e di apprezzare la grande funzionalità e affidabilità delle manovre. Ma vediamo nel dettaglio come armare un Contender, tenendo presenti questi fondamentali requisiti: resistenza alle rotture, funzionalità/scorrevolezza, leggerezza e semplicità.

La scotta della randa

 La soluzione più funzionale è quella di prevedere un archetto e una torretta con bozzello a cricco e strozzatore. Sull’archetto scorre un bozzello doppio (ho scelto il Carbo 40 mm H2649), per la torretta consiglio quella girevole (H144), mentre per il bozzello si può usare l’Hexaratchet 57 mm (H019) o un Carbo Ratchmatic 57 mm (H2625). Sul boma ho utilizzato il leggerissimo e scorrevole Carbo 57 mm Ti-Lite H2607.

                                                                            

 Base e cunningham

Il modo più semplice e funzionale di armare un contender a mio parere è quello di prevedere tre strozzatori su ciascun lato della coperta di prua per le manovre del vang, della base e del cunningham. Io ho scelto i Carbo-Cam Micro (H423) con la guida sia davanti (H315) sia dietro (H329): questa soluzione si è rivelata molto funzionale e la regolazione delle manovre dal trapezio mi pare confortevole e precisa. Le scotte passano attraverso bozzelli fissati al piede dell’albero che si sono rilevati ottimi (leggerissimi, resistenti e straordinariamente scorrevoli): i 29 mm Carbo Singolo/Girevole (H340) che passano negli strozzatori fissati in coperta, infine vengono bloccate sul bottazzo, appena a prua da dove si sta con i piedi quando si è al trapezio, così da essere sempre a portata di mano per le continue regolazioni che è necessario aggiustare durante una regata.

                                            

 Vang

Per quanto riguarda il vang, è utile prevedere una manovra a circuito chiuso, quindi invece di fissare le scotte sul bottazzo sui due lati, ho previsto due bozzelli Carbo 57 rinvio piano H2606 sul bottazzo, per consentire alle due estremità della cima di poter essere cucite tra loro. Il vang è una manovra fondamentale sul Contender: di bolina con vento si usa una tensione del vano considerevole ed è quindi di grande importanza avere un sistema, funzionale e semplice, che permetta una regolazione al tempo stesso precisa, veloce e senza troppo sforzo. Personalmente utilizzo una leva in carbonio, e quindi un sistema di rinvii con un bozzello doppio all’estremità bassa della leva (ottimo il Carbo 29 mm doppio/girevole H342) e tre bozzelli singoli a piede albero (figura 3), anche qui ho optato per i Carbo 29 mm Carbo, singolo/girevole H340.

                                 

Deriva

All’aumentare del vento, è necessario aggiustare prontamente le regolazioni e l’assetto della barca: tra queste manovre di aggiustamento, va considerata anche la posizione della deriva. Con 15/16 nodi, porto la deriva alzata già di circa 45°. Questa manovra va fatta dal trapezio nel minor tempo possibile e senza compromettere l’assetto della barca. Per abbassare la deriva e tenerla in posizione ho previsto un sistema molto semplice: sul bottazzo, all’altezza della torretta randa c’è uno strozzatore Carbo-Cam Micro H423, la scotta passa in un bozzello fissato alla cassa della deriva, quindi passa in un bozzello Carbo 29 mm, singolo/girevole H340 a cui ho attaccato un moschettone, infine fa lo stesso giro sull’altro lato.

                

Quando metto la barca in acqua, abbasso la deriva a circa la metà della sua immersione e blocco il moschettone ad un cavalletto fissato sulla testa della deriva. Per alzare la deriva ho previsto un elastico rinviato più volte a prua con un bozzello triplo Carbo 29 mm H344. Questo sistema, tra l’altro, impedisce alla deriva di alzarsi oltre la massima posizione di utilizzo. Come avete letto, rispetto ad altre derive è relativamente semplice armare un Contender; è però vero che eventuali piccoli malfunzionamenti o guasti possono causare in regata o in allenamento danni maggiori.

Giovanni Bonzio

                 

Questo testo è tratto dalla rivista “Harken Tecnica Sailing” e può essere scaricato qui nella sua versione originale. Le foto sono di Renato Tebaldi

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