podio regata talamone contender 2022: daniel chiesa, marco ferrari, stefano casadei
Anonimo Chiavarese

Anonimo Chiavarese

Doppietta Ferrari a Talamone. Il Carlini a Luca B.

Resoconto di regata, di fauna selvatica e di poco buon senso

O tutto o niente. Purtroppo per noi a Talamone, ultima prova del Trofeo Carlini, li abbiamo avuti entrambi. A parte il giorno di prova, venerdì, dove ben dieci barche si sono scatenate con vento (calante), onda (crescente) e tante partenze a coniglio, il resto è stato un festival dell’attesa. Come quella di sabato mattina, 16 settembre, quando prima abbiamo aspettato che il vento arrivasse (così dicevano i siti) e poi che se ne andasse (anche questo dicevano i siti). Alla fine il vento è arrivato, eccome se è arrivato, ma non se ne è affatto andato. Così, dopo un giro in gommone del presidente del Comitato (vado a vedere fuori, poi vi dico) e una successiva intelligenza su pennello numero due (come le ore da far passare) ecco la temuta intelligenza con la prima lettera dell’alfabeto: “A” come “a casa”. Smonta tutto, metti il telo ma soprattutto copriti come puoi, dato che il termometro nel frattempo è calato di dodici gradi. Per fortuna arrivano pasta calda e vino rosso e via con i racconti sulla Marmolada a meno otto e i trenta centimetri di neve caduta nella notte. Ma fino a ieri non faceva un caldo africano?

 

Indovina chi viene a cena

 

La sera, visto il clima polare, cena sociale rigorosamente all’aperto a conferma che nella Classe il buon senso è bandito per statuto. Degna di nota la sfilata di elegantissimi spraytop e sottomuta termici nel disperato ma inutile tentativo di alzare di almeno un grado la temperatura corporea. L’unica a non soffrire il gelo è una simpatica volpe rossa che, tra il primo e il secondo, si presenta ai tavoli a riscuotere quanto giustamente le spetta: gridolini e video, certo, ma anche bocconi di maialino, faraona, brasato, cinghiale…

 

La quiete dopo la tempesta

Il giorno dopo ricomincia l’attesa. Come previsto dai soliti siti, il mare è piatto, il cielo blu e… non si muove una foglia. Usciamo per rompere la noia ma là fuori aspettiamo due ore abbondanti. Alle dos de la tarde, anzi dopo, l’anemometro dà segni di vita: sei nodi non di più, ma sufficienti a farci partire. O quasi. Sì, perché presi dall’agitazione tagliamo in anticipo manco fosse l’ultima prova del Mondiale. Richiamo generale e nuova partenza, questa volta buona. La boa è a 265 gradi ma il vento sembra Patrick Swayze in Dirty Dancing: venti a sinistra, dieci a destra, trenta a sinistra, dieci a destra… Albano e Bonezzi partono in boa e vanno decisi a sinistra verso il largo, Ferrari e Bertolini scelgono la barca e si buttano a terra. Dopo cinque minuti Geppe e Luca sembrano già imprendibili, cinque minuti dopo sono ultimo e penultimo: avanti, con distacco, ci sono adesso Marco e Piero seguiti da Stefano Casadei. Stefano passa Piero nel lasco e di bolina inizia una serie di virate e controvirate cercando di sparigliare e confondere Ferrari. Il quale, gelido come la volpe la sera prima, continua per la sua strada e vince la prima prova davanti a Stefano e a un bravo, anzi bravissimo Piero Bertolini detto “il montagnino” (ma c’è poco da scherzare: è un mega istruttore nazionale di sci).

Nel frattempo Dirty Dancing si dev’essere stancato, perché il vento, sempre leggero o forse un pelino di più, è meno ballerino. Altra partenza e altro richiamo poi, finalmente, partiamo giusti con Ferrari che si ributta a terra, seguito da Daniel Chiesa e Bruno Orfino. Casadei, finito in un buco di vento a pochi secondi dal via, parte in barca ma con un minuto buono di ritardo. Davanti non cambia nulla fino alla fine con Ferrari che vince in tranquillità anche la seconda prova; notevole invece la rimonta di Stefano Casadei che dal fondo della flotta risale una posizione dopo l’altra e chiude con un ottimo quarto posto.

 

Tutti a casa? Forse no

Poiché si è fatta una certa, i primi si dirigono a terra convinti che i giochi siano ormai finiti. Quando l’ultimo taglia l’arrivo sono però le 16,15, vale a dire un quarto d’ora dalla tagliola del tempo limite per l’ultima prova. Ce la facciamo? Ci proviamo? Gabriella Gabrielli, ottima come sempre, non ha dubbi ma soprattutto non perde tempo: bandiera di Classe e terza partenza. A partire dalla barca giuria, senza se e senza ma, questa volta è Bonezzi che finalmente si ricorda di essere il Campione italiano in carica: si incolla al barcone, parte primo, vira subito, va a terra… e saluta tutti. Dietro di lui ci sono un rinato Paolo Mascino, che si riprende dopo un Ocs e un fischio da 42, e Stefano Casadei. Luca vince con distacco, seguito da Stefano che nel secondo lasco passa Mascino.

 

Morale della favola

Alla sua prima Nazionale dell’anno, Marco Ferrari vince con due prove su tre l’ultima tappa del Carlini. Stefano Casadei si conferma re delle ariette e conquista un ottimo secondo posto davanti a un bravissimo Daniel Chiesa. Ma non è finita, perché sono tante le notizie e gli spunti da segnalare.

. La prima è l’ottima prova di Piero Bartolini che vince con merito la coppa del primo over Sessanta: Piero ha stupito per il passo, ma soprattutto per la sicurezza con cui ha condotto le boline, non sbagliando praticamente nulla in un campo ballerino e piuttosto difficile.

. La seconda è l’arrivo nella Classe di Antonio Binacchi, ottimo velista con grande esperienza nei Laser e nei Melges. Antonio è uscito per la prima volta sul Contender venerdì nel tardo pomeriggio e sabato era già sulla linea di partenza…

. La terza è legata alla seconda: la barca su cui regatava Antonio era un Bonezzi del ’94 praticamente nuovo ma finito in letargo dentro un garage. Geppe Albano lo ha acquistato per metterlo a disposizione dei suoi amici che volessero provare il brivido del Contender. Che dire? Bravo Geppe e benvenuto Antonio!

. La quarta notizia è il ritorno alle regate di Gigi Tezza: dovevano operarlo a quello che si dovrebbe chiamare ginocchio ma è in realtà un melone. Poiché le liste di attesa sono lunghe e il tempo passa, Gigi ha mandato tutti “in mona”, come si dice dalle sue parti, ed è salito nuovamente in barca. Regata con un ginocchio solo, ma regata. Soltanto per questo meriterebbe il titolo di “contenderista dell’anno”.

. La quinta… beh, la quinta ha bisogno di una standing ovation perché Luca Bonezzi rivince con merito il Trofeo Carlini. E non poteva che essere altrimenti dopo una stagione da incorniciare con il quarto posto a Kiel e il titolo di Campione Italiano conquistato a Gravedona. Così, il trofeo che premia il primo della nostra ranking list esce da casa Bonezzi dove era entrato lo scorso anno, va in gita a Talamone e torna tranquillo a casa Bonezzi. Bravo Luca!

Qui finisce l’avventura, non del signor Bonaventura – che da quel che sappiamo non era tipo da Contender – ma del Carlini 2022. Per la prossima edizione teniamoci in contatto perché, vi avverto, ci sono grandi novità. Stay tuned!

 

regata contender a talamone

volpe alla regata contender di talamone

classifica contender talamone 2022

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