Arrivo a Porto Corsini nel tardo pomeriggio di venerdì, seguito da Daniel. C’è un bello scirocco e i nostri amici stanno rientrando a terra dall’uscita pomeridiana.
Piero, Daniele, Stefano ed altri locals tra cui Marco e Andrea che hanno appena fatto il trasferimento via mare dal Lido del Savio.
Il vento soffia ancora e così io e Daniel decidiamo di armare in fretta e farci un’uscita serale. Lui però deve ancora fare il check-in al campeggio e dunque ritardiamo ulteriormente.
Io esco alle 19:30, lui 15 minuti dopo. Lo scirocco non molla, anzi aumenta e così anche le onde. Ci facciamo circa un’ora bordeggiando di bolina, parecchio oltre la fine della diga foranea. Navighiamo incrociando spesso le nostre prue, senza nessun cenno tra noi, in rispettoso silenzio (quasi in estasi) immersi in questo spettacolo della natura.
Il vento è sui 14 nodi, costante e morbido. Il sole tramonta, verso terra disegnando nel cielo sfumature arancioni. L’orizzonte verso il mare si scurisce, si vedono le luci delle navi e poco dopo anche verso terra compaiono le luci del porto e delle fabbriche alle spalle, con uno sfondo sempre più scuro. Decidiamo che è il momento di poggiare per rientrare al Circolo e ci accorgiamo solo allora di quante miglie abbiamo percorso. A fatica scorgiamo la luce verde della diga. Là puntiamo scendendo di poppa spinti morbidamente da vento e onde. Nonostante la bella velocità e le planate ci mettiamo tanto a raggiungere la punta della diga perché oltre alla lunga distanza da percorrere abbiamo a che fare con una corrente contraria.
Finalmente siamo alla punta, là strambiamo per scendere in lasco paralleli alla diga, lunga quasi due miglia.
Arriviamo in spiaggia alle 21:15 che è ormai quasi buio.
Io sono veramente in estasi perché ho la consapevolezza di aver fatto una delle uscite in Contender più belle della mia vita. Credo che anche Daniel (che è più avvezzo di me alle uscite “serali”) si stia godendo il momento magico. Infatti non ci scambiamo una parola e ci limitiamo a darci il cinque mentre sciacquiamo le barche.
Dobbiamo fare in fretta perché siamo assaliti da stormi di zanzare che ci divorano.
Di corsa a fare la doccia e poi in bici a mangiarci la piadina e berci una buona birra nel parchetto in fondo alla via. Per fortuna ce la possiamo godere perché la mezz’ora del zanzara-party è passata.
Lo scirocco soffia tutta la notte e la mattina di sabato rinforza.
Allo skipper meeting il Comitato ci informa che là fuori il vento, misurato alla boa ad un paio di miglia da terra, è sui 23 nodi con raffiche a 27. E siccome anche le onde al largo non sono da meno la loro intenzione è aspettare che diminuisca, per svolgere una regata “fair” per tutti. È giusto, anche se alcuni di noi scalpitano perchè sì, lo scirocco è forte ma il mare davanti alla spiaggia è piatto, protetto dalla diga, e la voglia di fare due bordi è tanta.
La decisione del Comitato si rivelerà quella giusta perché il vento già prima delle 15 comincia a calare (nonostante le previsioni sul web che lo davano in ulteriore aumento).
Facciamo tre belle prove con un vento costante sui 15-16 nodi e direzione 130°. Le onde, ben oltre 1 metro, sono impegnative, soprattutto in bolina mure a dritta dove si fanno delle belle inpennate.
La linea di partenza favorisce il posizionamento sul pin dove si può partire in velocità per proseguire a sx, al largo, dove c’è bella pressione e la corrente favorevole è più forte.
Riesco sempre a partire bene e in tutte le prove giro primo in boa 1 e così all’arrivo. Non ho molto la percezione di quello che succede dietro di me perché in quelle condizioni non ci si può distrarre un attimo. Anche in lasco e poppa le onde ti obbligano a guardare sempre avanti perchè un piccolo errore può essere fatale.
Dietro di me nelle tre prove, di poco distante, c’è sempre stato Stefano che nella terza prova mi supera nel primo lasco (lui è velocissimo e più alto). Nel bordeggio della seconda bolina mi riprenderò la prima posizione.
Stefano soffre in poppa per i dolori alla schiena. È meno reattivo sulle onde e non può cogliere tutte le opportunità per accelerare e scendere in profondità.
Ne approfittano Paolo ed Egidio che più di una volta lo superano alla fine della poppa.
Egidio è veloce in tutte le andature. Nella seconda prova è lui secondo, mentre Paolo, che ho visto molto veloce nelle portanti ma un po’ meno in bolina, è poco dietro.
Nella prima giornata non ho avuto possibilità di valutare altri. Oltre a noi quattro ho intravisto bene Albino che però deve aver scuffiato un paio di volte in virata.
Dopo il primo giorno di regate, con tre belle prove impegnative per vento e onda, Daniel ed io decidiamo di tornare in acqua per riprovare regolazioni diverse perché lui non è soddisfatto della sua velocità. Gli propongo di scambiare le barche e così facciamo.
Lo scirocco soffia ancora bene e allora via di nuovo!
Con la barca di Daniel faccio un pò più di prua (forse per la deriva un po’ più rigida?) e anche la velocità è buona. Capiamo subito che in quelle condizioni quel che conta sono quei 10 chiletti in più del mio peso corporeo.
Questa volta abbiamo la dead line della cena al Circolo alle 20. Rientriamo dopo un’oretta per raggiungere gli amici sulla terrazza dove il cuoco cucina sotto i nostri occhi due padellate gigantesche di cozze, altri molluschi e crostacei, dove verranno gettati gli spaghetti per essere cotti nel succulento condimento.
C’è anche birra a fiumi. Recuperiamo subito i livelli dei nostri amici che avevano cominciato a spillare già da un’oretta.
Le previsioni per domenica non sono buone: è previsto un forte temporale in tarda mattinata e così il Comitato pubblica il comunicato con il programma della quarta prova: alle 11 anzichè alle 12.
Domenica mattina ci svegliamo che piove già. Il temporale si avvicina veloce, lo si vede guardando il cielo verso l’entroterra, tutto nero.
In pochi minuti compaiono i lampi, la pioggia rinforza e pure il vento che raggiunge i 41,7 nodi, misurati alle 8:30 al Circolo!
Dopo un’ora abbondante di cataclisma torna il sereno e il mare si placa. Un leggera brezza prima da nord, poi da ovest, poi sud e infine (ma non del tutto…) da sud-est si stende sul campo di regata. Poco dopo mezzogiorno siamo tutti di nuovo in mare, a parte Massimiliano che soffre di problemi muscolari e dovrà rinunciare alla seconda giornata di regate.
Partiamo per la quarta prova con un campo disegnato per un vento da quasi sud ma subito dopo la partenza ruota a sud-est facendoci arrivare in boa 1 belli larghi. Io sono primo tallonato da Egidio (poco più alto) e Stefano (quasi giusto in lay). In tanti arrivano addirittura di lasco, dopo aver tirato troppo il bordo al largo. Nella seconda bolina si arriva in boa in un bordo solo, parallelo alla costa, con mure a sx. Il vento è in calo, soprattutto vicino a terra e così decido di fare uno stocchetto al centro. Guai!! Egidio tira dritto e così gli altri del gruppetto di testa. Egidio, che in un primo momento sembrava avesse rallentato (sottovento, a terra), mi scucchiaia bellamente sfruttando un’ulteriore rotazione a sx e passa primo.
Giro la boa tallonato da Albino, Fabrizio e Stefano. Nella poppa (che invece è un lasco stretto) vado un poʻ nel pallone e mi passano tutti e tre.
Non essere stato l’unico ad aver fatto l’errore dello stocchetto nella seconda bolina (alcuni altri dietro al nostro gruppo hanno virato per rimanere nella pressione al centro) non mi consola. Forse quella prova, con la rotazione del vento di 40°, andava interrotta visto che le IdR non prevedevano la modifica della posizione delle boe.
Le altre due prove di domenica, anche se con un vento che oscillava tra 10 e 15 nodi e pure in direzione, tra 110° e 140° sono state più “fair”.
Meno scontata la partenza sul pin, soprattutto nella sesta e ultima prova dove il gruppetto che vira dopo lo start per andare a dx arriverà in boa con un bel vantaggio cogliendo una lieve rotazione a dx.
Nella quinta prova arriviamo alla fine della poppa tutti vicini: Stefano, io e Paolo.
Prima dell’ultumo giro di boa Paolo mi prende l’interno (lui dice fuori dalle tre lunghezze, io dentro… ci vorrebbe un drone per stabilire la verità). All’arrivo Stefano mantiene la prima posizione, con Paolo tra la sua poppa e la mia prua.
Altro momento cruciale, per la classifica finale, è alla fine dell’ultima prova.
È primo Egidio ma Paolo lo supera alla fine della poppa. Egidio non molla, gira bene l’ultima boa e nel traversino finale lo risupera da sottovento.
Quel punto perso è fatale per Paolo perchè così siamo a pari punti ma io sono davanti, scartando il 6° dell’ultima prova (e tenendomi il 5° della quarta), con migliori parziali (tutti nella prima giornata).
Forse sia la quinta che la sesta prova sono state quelle più “tricky” e interessanti perché ci si giocava le posizioni più sulle scelte tattiche e strategiche che sulla velocità.
Cogliendo le lievi differenze del vento, in pressione e direzione, ce la si giocava fino all’ultimo sia nelle boline che nelle portanti.
Non a caso le ultime due prove sono state vinte da due “Seniors” di livello: Stefano ed Egidio.
Perdonatemi per il lungo racconto (pure neanche tanto “tecnico”)… l’ho scritto in mezzo al mare, sulla nave, tra Ancona e Durazzo.
Ci vediamo il 5-6 settembre ad Ispra, penultima tappa del Trofeo Carlini… con altre 6 prove?
AL