ERASMO CARLINI
Sono stato incaricato di fare il report del Campionato Italiano di Anfo ma dalla barca comitato si riesce solo a seguire la regata alla partenza e all’arrivo. Quindi dopo aver indicato quali sono stati i tempi e le condizioni con cui abbiamo dovuto fare i conti, riporto le cronache delle regate fatte dai primi tre italiani classificati.
La prima prova prevista il 30 maggio alle ore 13 ha avuto un inizio leggermente ritardato per un piccolo inconveniente nel reperire la barca comitato. Partenza con la “P” e “O” alle ore 13.23 con un vento da sud 11/13 nodi e chi ha sempre maggiormente richiesto la P , ITA-19 assieme a ITA-91 risultano OCS e non ritornano a rifare la partenza.
La seconda prova sempre con intensità di vento simile parte alle 14.31 “P” e “O” con solo un OCS.
Terza prova sulla stessa falsariga alle 15.39 con tre OCS.
Il secondo giorno 31 maggio nonostante una “D” alle 10.45 il meteo ha fatto le bizze ed è intervenuta anche la pioggia, risultato no wind no race e Intelligenza su A alle ore 15.
Terzo giorno 1 giugno “D” ore 10.30 e siamo rimasti in attesa che il vento che era entrato a sud si distendesse sul campo di regata inutilmente e con la prontezza dello staff organizzativo alle 15.55 abbiamo chiamato la flotta a seguire la barca comitato e siamo riusciti a posizionare un campo più a sud dove il vento c’era decisamente con intensità che andrà dai 14 ai 20 nodi. Dopo un’intelligenza durante l’ultimo minuto dovuta ad una linea imprecisa (l’ormeggio del controstarter non era stabile) alle 15.52 è partita la quarta prova con “U” e “O” e ha visto tre UFD.
Infine la quinta prova alle 17.02 sempre con “U” e “O” poi annullata alla boa 1 con “R” vento in calo che abbiamo controllato costantemente e abbiamo deciso di fermare la prova con un arrivo un po’ convulso tra il gommone con la “S” e la boa 3. Ho detto infine perché il 2 giugno un meteo inclemente con acqua e senza vento ci ha fatto chiudere i giochi.
STEFANO CASADEI
Belle regate con condizioni varie. Peccato per le due giornate in cui non siamo riusciti a fare nulla. Questa volta potevo fare il colpaccio ma la schiena mi ha penalizzato molto. Organizzazione in acqua perfetta. Il CdR è stato sempre pronto ed ha posizionato un campo ottimo. Linee di partenze corrette evidenziate anche dalla mancanza di richiami generali e da pochi OCS/UFD.
Io ho regatato con barca Bonezzi in vtr, albero Alien e vela di mia concezione, costruita da Rusticali.
Bulka è sempre stato veloce in tutte le andature. Roberto non l’ho visto molto in quanto sempre sulla parte dx del campo. Antonio di bolina un po’ meno veloce del solito ma molto veloce sulle portanti.
Regate per me impegnative in quanto già dai giorni precedenti soffrivo di mal di schiena. La prima prova sono partito vicino al pin libero ed ho fatto il bordo fino alla lay line di sinistra. Mi sono subito accorto della mia ottima velocità. Avevo Bulka sottovento, leggermente avanti, e vedevo che non perdevo. Ho girato la bolina secondo. Poi nelle andature portanti, non potendo pompare per colpa della schiena, ho perso diverse posizioni. La seconda prova è stata la fotocopia della prima. La terza prova partito sempre in pin ma non libero. Grazie al mio passo mi sono liberato in fretta ed ho girato la bolina terzo. Poi non essendoci la Oscar ho mantenuto. La quarta prova, con vento, andavo leggermente meno di Bulka e Verhallen, ma sempre andando a sinistra ho girato terzo. Nel primo lasco ho tenuto bene, poi nel secondo lasco un gruppo che si era alzato parecchio ha preso una raffica consistente e mi hanno passato. L’ultima prova inizialmente sono andato a sinistra, poi ho visto che il vento tendeva a girare verso dx. Appena ho potuto sono andato a chiudere ed ho girato primo mantenendo fino alla fine.
ANTONIO LAMBERTINI
Dei quattro giorni previsti abbiamo regatato solo nel primo e nel terzo (a targhe alterne, dispari).
Il primo giorno è stato quello più regolare, con vento da sud sui 12 nodi seppur con pressione non distesa omogeneamente su tutto il campo di regata. Anche la direzione, soprattutto nella seconda parte della bolina, ha avuto qualche oscillazione.
La linea di partenza, per contenere le 64 barche, era bella lunga e nonostante ciò mi è sembrato che la scelta tra posizionamento in Barca Comitato piuttosto che sul Pin non fosse così determinante. Infatti, pur risultando la sinistra il bordo migliore, nella prima parte della lunga bolina non pagava estremizzare ai lati. Quello di sinistra è risultato il lato decisamente migliore ma andava bene anche partire a ¾ o metà linea per poi tenere la prua alta (quindi senza scadere troppo a sinistra) e virare un po’ più sopravento, già sulla lay line o addirittura poco oltre, come ha sempre fatto Mark Bulka, prendendo una bella pressione laggiù. Mark è sempre partito, però, sul pin perché era l’unico (forse assieme a Stefano Casadei) che riusciva, nel primo bordo dopo la partenza, a tenere subito la prua alta senza perdere velocità e raggiungere il punto giusto per la virata (unica) laggiù a sinistra. Due bordi (nella parte giusta) e due modalità di conduzione diverse: mure a destra in “modalità prua” e mure a sinistra in “modalità a correre”: questa l’arma vincente di Mark che si è sempre allungato subito sulla flotta in tutte le tre prove di sabato.
Roberto Mazzali credo sia partito sempre un po’ più distante dal pin ma questa scelta è stata comunque giusta perché nella prima parte sfruttava meglio una lieve rotazione a destra per poi proseguire lo stesso bene verso la lay line di sinistra.
Io nella prima prova ho provato a partire vicino al pin, poco dietro a Bulka, ma non sono riuscito a tenere il suo angolo e ho dovuto poggiare infilandomi nella conca a sinistra e perdendo la bella pressione che c’era più sopravento. Ho finito 8° recuperando un po’ nelle portanti, con pompaggio libero. Nella seconda partenza stessa cosa ma invece di Bulka mi sono trovato davanti Roberto Lorenzi che mi ha fatto “saltare”: ho virato a centro lago e sono andato a destra per poi proseguire. Là a destra l’unica era navigare fino in fondo per sperare in una rotazione favorevole che non c’è mai stata, se non forse per brevi momenti (e solo in questa seconda prova) ma comunque con meno pressione. Sono comunque riuscito a limitare i danni finendo la prova con un buon 4°. Peccato che anche nella terza prova non sono riuscito a partire deciso e veloce, e poi ho insistito troppo nel centro-destra invece che stare con gli altri a sinistra con il risultato di peggiorare ulteriormente la media della mia prima giornata.
Mi sono rifatto nel terzo giorno (secondo giorno di regate). Nella quarta prova, con aria più sostenuta, sono partito più deciso e ho fatto camminare subito veloce la barca navigando poco dietro a Bulka e Paul Verhallen. Con la scuffia sulla boa di bolina (dove in virata mi è scappato l’anello del trapezio e sono finito in acqua) mi hanno passato in quattro, Fabrizio Onofri, Pim Van Vugt, Remco Riesthuis e Tim Wechsler. Nel secondo lasco e nella poppa finale sono riuscito a recuperare tre delle posizioni perse.
La quinta e ultima prova è stata condizionata dal calo del vento che ha trasformato il lago in un campo minato, pieno di buchi e rotazioni. Bravo Stefano Casadei che ha sfruttato bene la rotazione a destra stando al centro nella prima (e unica) bolina e arrivando in boa primo.
Nel gruppetto di testa ci sono anch’io, insieme agli altri due Stefani (Longhi e Migliarini) e al giovane tedesco Wechsler. Anche questa volta riesco a fare bene i laschi (che precedono l’arrivo con riduzione) e riesco a chiudere con un buon 3° che mi proietta sul podio di questo Campionato un po’ troppo condizionato da un meteo dispettoso.
Complimenti a Bob Mazza che si merita pienamente il titolo di Campione Italiano 2026 (il secondo dopo quello che si è aggiudicato undici anni fa al Circeo): la sua determinazione e la sua costanza sono un esempio importante per tutti noi contenderisti!
ROBERTO MAZZALI
Primo giorno
Sono le mie condizioni preferite, sia per intensità di vento che per la temperatura. La barca va da sola e io posso guardarmi intorno.
In tutte e tre le prove la sinistra paga, sia per pressione che per angolo. Sulla destra all’inizio vai su verso la boa più diretto ma poi quando devi tagliare verso la boa sei in scarso e con meno vento. Così chi va a destra perdeva sempre. Forse qualche momento “buono” c’è stato e qualcuno ha recuperato qualcosa ma non chi era davanti.
Alla fine della giornata, tornando a casa ho provato a “spaiare” con Bulka che andava a sinistra e io ho fatto il bordo a destra e siamo arrivati in boa praticamente pari. Forse con il girasole verso tardo pomeriggio c’è un po’ di rotazione a destra, chissà…
Bisognava partire in boa in tutte le prove, al pin c’era sempre affollamento con il rischio di non tagliare o uscire, quindi ho preferito un approccio più conservativo partendo nel terzo di sinistra della linea ma libero e con possibilità di far correre la barca.
Ero veloce e quindi me lo potevo permettere, però devo riconoscere che il vantaggio che prendeva Bulka al via poi non riuscivo a colmarlo perché sotto le rocce il vento arrotondava e lui mi scappava da sotto.
La prima prova viro un po’ presto e arrivo in boa un po’ basso quindi giro la prima bolina intorno al 6 o 7, però con buona velocità di lasco e il pompaggio recupero e consolido un buon secondo posto già alla seconda bolina.
Nell’ultima poppa Bruno scuffia in poggiata: era lì con me e con pompaggio libero nelle portanti è un missile. Mi rilasso un po’ ma Ferrari mi recupera e prendendo l’interno alla boa di poppa mi sorpassa, così chiudo terzo.
Nelle altre due prove consolido: partenza libero di correre e bordo giusto girando sempre avanti e con buon margine. Nella terza recupero anche qualcosa su Bulka soprattutto nelle portanti, poi nell’ultima bolina, dopo il cancello, provo a non virare subito, stare un po’ a destra e cercare di recuperare un po’ con la rotazione a destra del vento ma… quando arrivi sotto le rocce perdi quello che hai guadagnato. Infatti Casadei che ha fatto il cancello di destra per andare subito a sinistra recupera. Comunque il mio vantaggio è tale che non mi preoccupo troppo, anche perché di lasco Stefano non va: nel secondo lasco della prima prova l’ho passato da sottovento….
Secondo giorno
La prima prova è con vento da temporale molto rafficato: non parto bene rimanendo in stallo tra Fezzardi e Bonezzi che mi poggia addosso (poi si scuserà perché non mi ha visto). Giro male la bolina, non ho un gran passo ma nel primo lasco riesco prendere l’interno alla boa di strambata ed esco a cannone lasciando indietro il gruppone. Nella seconda bolina riesco a recuperare ancora qualcosa ma non ho un buon passo e alla fine chiudo tredicesimo. Impressionanti come passo sia Verhallen che Bulka, ma anche Van Vugt con vento è a suo agio e manovra benissimo. Un altro veloce di bolina è Mascino ma si vede che il lago non è il suo ambiente preferito.
La seconda prova vede meno vento più spostato a sinistra, parto benissimo sopra a Bulka e allunghiamo a sinistra sullo scarso verso una zona dove segna più vento con le ochette. Bulka è troppo sotto e scade, allungo su Casadei e il gruppo di centro, io continuo con Lorenzi ma la zona con più vento non arriva. Intanto entra aria da destra, Casadei coglie l’attimo e si riporta al centro dove Longhi bordeggia davanti a tutti. Casadei gira davanti, velocissimo e preciso: terrà la prima posizione fino all’arrivo. Io faccio fatica a rientrare con meno pressione e sullo scarso ma riesco a tenermi agganciato al gruppo di testa piuttosto compatto. Giro nei quindici ma riesco ancora a recuperare prendendo l’interno al gruppo in strambata e stando alto sulle raffiche che entrano da sinistra nel secondo lasco.
Finale da cardiopalmo alla boa di poppa dove ci aspetta il gommone con la riduzione di percorso: ho sopra di me una batteria di equipaggi leggeri che mi sta prendendo e mi copre e sotto un gruppo che arriva più orzato e più veloce: riesco a mettere la prua davanti per un soffio strambando sull’arrivo e assicurandomi così i punti necessari per vincere il titolo.
Qualche considerazione
Con vento Bulka, Verhallen e Van Vugt sono davanti a tutti, ma Lambertini non è da meno e nelle condizioni variabili e ballerine non ha rivali. Noi italiani dobbiamo migliorare molto con vento sopra i 7/8 m/s.
Con arietta i tedeschi dei laghetti sono veramente forti, Bulka si difende e sta davanti perché sbaglia pochissimo ma secondo me è battibile. Verhallen pesa troppo e non va mentre Pim sta imparando e quando impara saranno guai per tutti. In poppa porta il Contender come un 49er e te lo ritrovi addosso in un attimo.
Italiani: sicuramente Lambertini, Casadei e Ferrari svettano su tutti, con Ferrari che soffre il vento teso per questione di peso ma che è sempre tatticamente prefetto e veloce nelle portanti; sottotono gli anconetani anche se sia Mascino che Migliarini hanno avuto ottimi spunti.
Sugli altri non so dare un giudizio, la flotta era abbastanza divisa: i primi 10/15 con i primi 5 più staccati dagli altri, e poi il resto della flotta abbastanza raggruppata, almeno per quello che potevo vedere io.
La differenza l’han fatta le partenze e il passo.