Bei tempi quando i report della regata li scriveva il mitico “anonimo Chiavarese”, puntuali, precisi e ironici… a Luca faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione e rapido ritorno alle regate; oggigiorno invece un malcapitato viene estratto a sorte e suo malgrado deve fare questo “simpatico lavoretto”… non negando però che talvolta i cambiamenti portano una ventata, è proprio il caso di dire, di novità. Questa volta è successo al sottoscritto, Marchino (per gli amici), notoriamente scarsone nell’ambito velico, sa un piffero di cosa è accaduto da metà flotta in poi… quindi, dopo una breve intervista ai campioni della regata in oggetto, riporta i loro commenti e impressioni.
Comunque, essendo anch’io presente sul campo di regata, posso sintetizzare dicendo che sono state due giornate molto belle e completamente differenti fra loro, il primo giorno si è caratterizzato da un forte e freddo Tivano sui 14 nodi circa e con raffiche di oltre 20 nodi, mentre il giorno seguente, la domenica, c’è stata una inversione di aria con una Breva leggera di circa 8 nodi e una temperatura decisamente migliore.
Ma veniamo al dunque, infatti al terzo posto della classifica troviamo un grande Daniel Chiesa, che risponde così alle mie argute domande:
Come hai interpretato la prima giornata di regata?
Il fatto di regatare con il vento da nord è stato una piacevole novità, nei 18 anni che frequento Gravedona non era mai capitato di regatare con questo vento, caratterizzato da variazioni di intensità e direzione che giustificavano diverse virate/strambate per lato, tipo il gioco della settimana enigmistica “la pista cifrata” pertanto ho deciso che avrei tenuto la testa fuori dalla barca.
Hai avuto momenti difficili dovuti alla forte intensità del vento?
Non eccessive, sono riuscito a scuffiare tra la prima e seconda prova e dopo questo bagno fuori programma ho iniziato a sentire un po’ di freddo.
Chi sono stati gli atleti con cui hai avuto maggiori contatti, inclusi gli incroci?
Direi che delle 30 e passa barche che erano in acqua con due mi sembrava di essere sempre a battagliare, questi erano quelle dei miei due coinquilini, ovvero il “bavettaro” Adriano Chiandussi e il “MegaPresidente” Bob Mazzali, addirittura nella quarta prova abbiamo girato la boa del traversino finale tutti e tre affiancati.
Miglior campo della seconda giornata?
Il secondo giorno il vento da sud ha faticato ad entrare, la sua intensità era inferiore alla media ma comunque regatabile, con una forte corrente da nord verso sud, se mi chiedi se ho preferito il primo o secondo giorno direi che adesso che ho dimenticato il freddo e il bolinone per rientrare, ho preferito la giornata di sabato.
Cosa ne pensi del campo messo giù dal Comitato?
Viste le costrizioni geografiche che un lago presenta direi che il comitato ha svolto un buon lavoro, sabato la linea non era sempre ortogonale alla direzione del vento ma viste le caratteristiche del vento bisognava accontentarsi.
Considerazioni finali?
In generale una bella regata, un buon numero di partecipanti anche dall’estero, vento ai due estremi dello spettro di “utilizzo”, sei prove su sei disputate, boe ben posizionate, Circolo accogliente come al solito. A voler dare un consiglio magari proverei a cambiare la marca della pasta…
Al secondo posto della classifica troviamo un campione per antonomasia, l’inossidabile Antonio Lambertini, che commenta come segue:
Il primo giorno purtroppo la linea di partenza era molto storta e favoriva il posizionamento sul pin, peccato perché questa cosa, oltre al vento strano e rafficato, ha condizionato un po’ tutte e tre le regate, in particolare la prima, dove la linea era veramente molto storta. A me è andata bene perché sono riuscito a partire sfiorando con la prua il gommone del pin nella virata allo start e allungandomi subito sulla flotta. Ho incrementato il vantaggio navigando sempre al centro del campo, sia nella prima che nella seconda bolina (non solo nella prima prova ma anche nelle altre due).
Mi sento di fare i complimenti a Egidio Babbi, due volte secondo, che ha sfoderato la sua “stoffa” (sua e della vela nuova da lui sviluppata) in condizioni quasi estreme.
Il secondo giorno la linea di partenza, era messa direi bene e Walter ha fatto un buon lavoro di attesa, facendoci partire nel posto giusto (un po’ più a sud del solito e verso la sponda lecchese) e nel momento giusto, quando il vento si era stabilizzato. Inoltre domenica c’era una forte corrente da nord che ha messo in difficoltà tutti e portato molte barche oltre la linea di partenza. Aver concluso tutte e tre le prove di giornata nel tempo limite delle 16;30 è stato certamente merito del Comitato di regata presieduto dal buon Walter. Tra di noi nelle prove di domenica hanno prevalso i regatanti che hanno saputo ben posizionarsi sulla linea di partenza e fare poi la virata nel momento giusto per rimanere nel vento più costante, tra questi Adriano che ne ha vinte due.
Al primo posto abbiamo un ottimo atleta, un ginnasta marinaio, Paolo Mascino, che scrive quanto segue:
Voglio davvero ringraziare il circolo Aval per l’accoglienza: ti fanno sentire subito a casa, tutti i gentilissimi e super disponibili, di quelle situazioni in cui dici “okei” qui ci tornerei anche domani. Un grazie speciale alla Giuria, al Comitato di regata e chiunque abbia messo anche solo un pezzettino di energia per rendere possibile questo evento.
Faceva freddo, sì, ma di quelli che ti chiedi se sei venuto a regatare o testare i limiti della super-warm. Ne è valsa totalmente la pena! (hai vinto Paolo, direi anch’io di sì – ndr).
Navigare con le montagne innevate sullo sfondo, il lago con i suoi paesini e le ville… fantastico! Sono davvero contento del risultato, soprattutto perché è arrivato dopo sei prove tutte diverse e tutte toste; il primo giorno abbiamo avuto vento intorno ai 13-14 nodi con raffiche sopra i 20, io sono abbastanza allenato e abituato a queste condizioni ma la vera sfida con il vento da nord è stata la scelta del bordo e davvero non ho ancora capito come abbia fatto Antonio ad azzeccarli tutti, forse ha un radar segreto? Io nel dubbio cercavo di copiare i locali… poi ogni tanto mi fidavo del mio istinto e puntualmente sbagliavo, diciamo che il lago mi ha rimesso al mio posto più di una volta.
Come team Anconetano siamo stati benissimo: c’è tanta sintonia, si scherza si ride, ma quando è il momento di mettersi seri lo facciamo. La cosa più bella è vedere che il lavoro che stiamo facendo inizia dare frutti per tutti, infatti, sempre più spesso si vede un bel gruppetto di maglie bianco/verdi nelle primissime posizioni. Ciò non vuol dire che siamo diventati fenomeni all’improvviso, ma è un segnale forte che stiamo andando nella direzione giusta.
Concludo il mio resoconto facendo i complimenti ad Adriano Chiandussi che è primo in classifica “under 70 kg” e tutto sommato è forte anche col ventone (vedi classifica delle prime tre prove), Michele Castagna premio “over 60”, Gatta Andrea premio Terminator perchè non era scontato portare a casa le tre prove di Sabato e infine Carlo Arnaboldi che con la barca prova della Classe vince come atleta più giovane e se ho fiuto vedo prossimamente un ottimo velista/contenderista che darà battaglia anche ai più bravi.
Saluto e ringrazio tutti e la prossima volta torno a fare le foto che è meglio…
P.S. A proposito di foto: da fotoamatore faccio i miei complimenti per le belle foto al fotografo Renato Tebaldi che ha davvero fatto dei bei ritratti ambientati con le montagne innevate.
Credo sia tutto, ci vediamo al Campionato Italiano, prima edizione ad Anfo dove sono sicuro che ne vedremo delle belle! Tipo famoso monologo di Roy Batty in Blade Runner: ho visto cose che voi uomini non potreste neanche immaginare…
Marchino