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Redazione RED

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Un Danese alla conquista di Torbole

Resoconto della regata di Torbole da un cronista d'eccezione: Søren Dulong Andreasen

Che fine settimana spettacolare!

La mia idea iniziale era quella di partecipare alla regata di Kulungsborn nel nord della Germania, un ottimo posto per regatare in deriva, ma il biglietto del traghetto con rimorchio era incredibilmente costoso e le restrizioni per il Coronavirus molto stringenti con l’impossibilità di dormire in macchina, tutti gli alloggi già prenotati…

Ma c’era anche una regata a Torbole sul lago di Garda, era anche una regata di 3 giorni, ma sarebbe stato un lunghissimo viaggio in auto … quindi che fare?

-Prenota una barca dal costruttore Luca Bonezzi

-Usa le miglia bonus per pagare il biglietto aereo

-Affitta l’auto più economica possibile

-Trova l’hotel più economico a Torbole

-Acquista 50 mascherine chirurgiche per proteggermi dal Coronavirus

In totale meno di due terzi del prezzo del biglietto del traghetto per la Germania. Follia pura.

Arrivo giovedì alle 15:00 ed esco per un’ora e mezza a provare la barca che mi ha prestato Luca.

È una barca nuova di zecca con molte cime della lunghezza sbagliata e piccole modifiche da fare, così passo la serata sistemando la barca per le mie esigenze.

Venerdì facciamo 3 prove in condizioni davvero insolite per il Garda e ci metto anche un po’ di tempo per abituarmi alla barca. Con determinazione e non mollando mai faccio un 2-1-2, Davide Fontana regata davvero bene nelle prime due prove ed è davvero sfortunato a farsi battere nella seconda prova. Luca mi passa nell’ultima prova in finale sottovento. Il mio problema principale della giornata è che non sono riuscito a strambare velocemente perché i sistemi di vang italiani mi danno meno spazio nella parte anteriore della barca e anche la prolunga del timone è troppo lunga e mi si impiglia nel vang durante le strambate… scuse, scuse!

Sabato (dopo avere accorciato la prolunga) usciamo per altre tre prove. Il vento è intorno ai 12 nodi e aumenta fino a circa 20 nel corso della giornata. Adesso mi sento meglio in barca e riesco a vincere tutte e tre le gare, bada bim bada bum!

Ancora una volta Davide regata bene nelle prime due prove e lo batto solo perché fa qualche errore in più di me. È stato davvero divertente regatare contro Davide. Nell’ultima prova Davide fa una partenza non proprio perfetta e riesco a condurre la prova dall’inizio alla fine, Luca mi è stato sempre vicino, ma alla fine sbaglia e si deve accontentare del terzo posto, dietro Roberto Lorenzi.

Sabato sera andiamo con i contenderisti italiani locali in un ristorante “segreto” nelle “Montagne” e mangio del cibo davvero ottimo, tutto cibo locale con pietanze che non avevo mai assaggiato prima (come le verdure). Sicuramente ci torneremo la prossima volta.

Domenica è l’ultimo giorno di regata e visto che si prevedono temporali intorno alle 13-14:00 la partenza della regata è alle 08:00! La mattina sul lago di Garda il vento soffia da nord e si chiama “Pelèr”, probabilmente da “Pelè” perché sicuramente calcia forte!

Usciamo alle 7:10 dal porto con un vento piuttosto forte e mentre navighiamo verso il campo di regata il vento aumenta ulteriormente fino a stabilizzarsi sui 25-30 nodi con qualche raffica ancora più forte. Molti regatanti rientrano, alcuni di noi rimangono per 1,5-2 ore in acqua (anche se sembra di stare seduti su un toro meccanico) prima che il comitato di regata decide di rimandarci a terra.

Il comitato di regata utilizza le boe con GPS con un motore elettrico integrato per tenerle nello stesso punto, ma il vento e le onde sono troppo forti per il motore, quindi le boe continuano a spostarsi. A parte qualche miglioramento tecnico necessario in caso di maltempo, queste boe controllate con GPS mi sono piaciute e sono state molto stabili nelle altre prove.

Intorno alle 13:00 annullano le prove per la giornata e poco dopo facciamo la cerimonia di premiazione.

Ripensando alla regata sono stato felice di aver vinto anche su una barca non mia. Ma Luca costruisce barche veloci, quindi perché no 😉

Principalmente penso di aver vinto perché non mi sono mai arreso, ho continuato a lottare e non ho rischiato di farmi passare nessuno quando potevo, alcuni italiani come Davide, Silvio e Luca hanno una velocità di bolina migliore della mia, ma una volta che davanti io li coprivo ogni volta che mi era possibile. Quando ero dietro cercavo costantemente di avvicinarmi a chi era davanti a me e se si sbagliavano reagivo prontamente cercando di guadagnare.

Un grande grazie a Luca per avermi prestato la barca, grazie ai velisti della Classe Contender Italia per avermi accolto e grazie al Circolo Vela Torbole per aver ospitato un grande evento!

Alla prossima!

Søren Dulong Andreasen

 

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