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Anonimo Chiavarese

Anonimo Chiavarese

La lezione di Ancona: Mascino vince, Lambertini insegna

Nel week end della grande lezione di Antonio Lambertini, Paolo Mascino si laurea Dottore in Contender con 110 e lode.

Mega clinic e super cena. Dimenticavo: c’è stata anche una Nazionale. Sì, perché tra annessi e connessi, antipasti e contorni, c’è il serio pericolo che la regata di Ancona quest’anno verrà ricordata anche – se non soprattutto – per quello che è avvenuto lontano dalle boe. E poiché stiamo parlando di un appuntamento di livello, la quarta prova del Trofeo Carlini, avete forse un’idea della qualità di annessi e connessi, antipasti e contorni.

I fischi del Prof

Che buttasse bene lo hanno capito subito i dieci fortunati che si sono presentati venerdì primo luglio al clinic con Antonio Lambertini. Caldo, sole ma soprattutto uno scirocco dai 15 nodi a salire. Prima di mandarci in acqua il Prof ci spiega lo scopo della giornata: toglierci dalla testa l’idea che la bolina sia questione di gradi e rotta. Certo, anche quelli contano, ma tanto quanto la velocità che va sempre cercata, acquisita, migliorata. E allora tutti in acqua con il compito di cambiare rotta e passo ad ogni suon di fischietto: un fischio e si va stretti, due fischi si poggia, tre fischi si corre. Il tutto giocando di vang, cunningham e altezza (meglio sarebbe “bassezza”) del trapezio. Così, tra un fischio e l’altro (uno, due, tre; uno, due, tre) inizia un bolinone infinito – e indimenticabile – che tra onde che salgono e aria che aumenta (18-19 nodi) ci porta dieci miglia più giù davanti alla spiaggia del Trave. E tra andata e ritorno fanno almeno venti miglia che non sono certo una passeggiata: siamo a un terzo della distanza con la Croazia…

Tutti in classe

Tornati a terra c’è giusto il tempo di smontare, recuperare una birra e correre a sedersi nella sala del circolo. Qui il Prof tiene una lezione dal titolo “Mantenere la barca in velocità nelle diverse condizioni”. E lo fa mostrando grafici, disegni e commentando le foto di noi in acqua. Il risultato è una lezione da studiare e conservare. Per questo abbiamo chiesto ad Antonio di trasformare i suoi appunti e i suoi disegni in un articolo che pubblicheremo presto su sito e FB. Intanto, se vi armate di pazienza, al link di seguito potete vedere il filmato di fortuna che abbiamo fatto per riprendere la lecture di Antonio. La prossima volta ci organizzeremo per movimentare le riprese con un piccolo montaggio, migliorare l’audio e garantire una diretta. Promesso.

Il festival degli errori

Sabato, giorno di regata, il vento cambia direzione e purtroppo intensità. Al posto dello scirocco allegro del giorno prima si presenta un maestrale indeciso ma soprattutto calante. Usciamo con dieci nodi che sarebbero un lusso se non fosse per quelle onde cattive e confuse che arrivano da nord, regalo poco gradito di una bora lontana. Partiamo con un 320 e la prua che sbatte. Il più veloce, in  quel saliscendi, è Luca Bonezzi che ricordandosi del recentissimo (e bellissimo) quarto posto di Kiel decide che questa prova la vince senza se e senza ma. E infatti chiude con distacco davanti a Mascino e al Professore, anche lui fresco di Kiel e dell’ottimo quinto posto dopo un anno di contenderistico digiuno.

Il vento comincia a saltare ma soprattutto a calare, a differenza dell’onda che a questo punto diventa davvero indigesta. Si parte con un 300 che presto tornerà 320. Il primo a prendere il ritmo del pendolo è proprio il Lambertini che ritorna in cattedra davanti a un bravissimo Chiesa (il terzo cavaliere  di Kiel) e a un ottimo Albano. Mascino questa volta “stecca” e chiude tredicesimo, due posti davanti a Bonezzi.

Alla terza prova il mare si calma ma il vento sparisce. Il risultato è un esercizio di trapezietto che mette in seria difficoltà le gambe provate di chi era uscito il giorno prima. Chiandussi, vista l’aria che tira (pochissima) mette il turbo e chiude in fuga solitaria davanti a un redivivo Mascino e all’altro mago delle ariette, Stefano Migliarini.

La classifica, dopo tre prove, vede il regolare Lambertini in testa con un terzo, un primo e un quinto, mentre alle sue spalle è il festival dei bei piazzamenti rovinati da autentici “tonfi”: Bonezzi vince una prova ma timbra un quindici, Chiandussi  alterna un primo a un dodicesimo, Chiesa (un secondo e un decimo),  Casadei (quattro e undici), Ciccotti (cinque e dodici) e via che vai male. Sì, se il giorno del clinic è stato impegnativo dal punto di vista muscolare, il sabato di regata è stato ben più difficile sotto il lato tecnico e mentale.

Raguse a go go

Ed è a questo punto che arriva una mitica cena in spiaggia organizzata dalla collaudata coppia Mascino&Mascino: un tripudio di cozze (pardon, moscioli), lumache (che dico… raguse), insalata di mare fredda e calda, verdure fritte, fagioli e cozze e un pollo tiepido che fatico a dimenticare… I più in forma, lo posso dire?, sono Fabrizio Onofri che vira primo sui moscioli e Stefano Longhi che per distrarre gli avversari li attira in una dotta disfida linguistica: voi le chiamate raguse queste? Noi a Trieste diciamo garuse. E via con le lumache. Anche voi dite in saor? E vai con le cipolle dell’antipasto caldo…

Tutti a casa. Anzi, no…

Domenica, garuse o raguse che siano, ci svegliamo all’alba perché la partenza è prevista per le 10,30. Peccato che l’unico a non svegliarsi sia il vento che decide di prendersi un giorno di festa. O quasi. La giuria, vista l’aria che (non) tira decide di fissare un limite alle 13.30. Alle 13 qualcuno comincia a smontare e nel piazzale si iniziano a preparare i tavoli per premiazione e buffet. Alle 13,28 colpo di scena: la barca comitato ci chiama in acqua perché qualcosa si muove. Non sarà molto, ma dal punto di vista della classifica significa rimettere tutto in gioco, perché con quattro prove entra lo scarto che potrebbe cancellare i passi falsi del giorno prima.

Presi in Castagna

Partiamo con un 60 sui cinque nodi ma, per fortuna, mare completamente piatto. Il più veloce è Stefano Bavelloni che con le ariette sembra Speedy Gonzales. Alle sue spalle  gira Mascino che deve farsi perdonare il tredicesimo del giorno prima. Lambertini, che era rimasto a provare in mezzo al campo fino all’ultimo, si presenta alla partenza con cinque secondi di ritardo. Giochi fatti? Mica tanto. Perché il vento, che già era poco, comincia a chiazzarsi: un po’ qui, niente là… Stefano Migliarini, che con le ariette ha un certo feeling, si fa sotto assieme a Mascino che comincia a sentire odore di buono. Bavelloni perde terreno mentre Castagna, con la sua inconfondibile North in laminato, comincia a macinare e, soprattutto, di poppa si tiene più a destra trovando più pressione. Alla fine si presenta al laschetto finale in beata solitudine a timbrare un bel primo posto davanti a Migliarini e Mascino che chiude terzo ma vince, con merito, la sua prima nazionale. Qui la classifica completa.

Il Prof e il Dottore

Morale della favola? Nel week end della grande lezione di Antonio Lambertini, Paolo Mascino si laurea Dottore in Contender con 110 e lode. Gli ultimi esami li aveva superati a pieni voti con il quarto di San Vincenzo, il terzo di Porto Corsini, il secondo di Riva e, adesso, il primo di Ancona. Ma al di là dei risultati, che parlano da soli, quello che colpisce è la facilità con cui Paolo, in breve tempo, è riuscito a “domare la bestia” in condizioni diametralmente opposte, passando senza problemi dalla bavetta romagnola al vento trentino. Il tutto con tanto di laurea a casa propria, con la coppa del vincitore che gli viene consegnata dal fratello Giuseppe, direttore tecnico dell’area vela dello Sef Stamura. E l’abbraccio tra i due fratelli, grande coppia del 470, non è solo una bella immagine: è forse l’inizio di una pagina nuova del nostro Contender.

Anonimo Chiavarese

 

 PS

A San Vincenzo Luca Bonezzi, a Porto Corsini Casadei, a Riva del Garda Fontana, ad Ancona Paolo Mascino. E al Campionato Italiano (quasi Europeo) di Gravedona? Le scommesse sono aperte… ma anche le iscrizioni. Vietato mancare.

PPS

Quarto, terzo, secondo, primo… se la progressione dei risultati alle Nazionali di quest’anno ha un senso, che farà Mascino a Gravedona: decolla?

 

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