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Bracciano
Anonimo Chiavarese

Anonimo Chiavarese

Garda o Tigullio? Welcome to Bracciano

La bella Interzonale 2017 di Bracciano con ampio resoconto sul Messaggero. Un giorno di arietta, l'altro di ventone: ma alla fine vincono sempre i più bravi

Tigullio-Garda: uno a uno. Dal punto di vista eolico, la Regata Interzonale del 10-11 giugno a Bracciano (valevole anche come terza e quarta prova del Campionato Quarta zona) è finita in perfetta parità: un giorno di piatta e uno di vento. Il primo a sudare, il secondo a trapeziare. Il risultato però sono state quattro regate combattute fino all’ultimo, tra colpi di scena, cambi di posizione, ocs e, purtroppo, anche collisioni.

Cominciamo da sabato, anzi da venerdì quando in riva al lago si presentano Guido Ciccotti da Pescara, Sergio Fornasiero da Fano, Giovanni D’Agostino e Francesco Ferrigno da Salerno e, sorpresa delle sorprese, Luca Drei e Federico Feletti, due new entries di Ravenna: insomma un nutrito gruppo di “foresti” a conferma che la regata è davvero Interzonale.

Tutto bene, tranne un dettaglio: il vento. Perché la mitica termica, che da due settimane si presentava tutti i giorni con puntualità svizzera, sabato si prende un giorno di riposo. Sarà la cappa, saranno le nuvole, ma il lago è uno specchio. Così quando vediamo uscire la barca giuria ci chiediamo se non sia meglio organizzare un ricovero coatto. Presi dal senso del dovere (ma solo quello) usciamo anche noi convinti che non si farà nulla. E invece sbagliamo, perché zitto zitto, quatto quatto, si presenta un venticello di 5-6 nodi. Insomma, sembra d’essere più nel Tigullio che a Bracciano, se non fosse che trovandoci in mezzo a un lago, quella creatura incerta e delicata salta come un grillo. E infatti non sorprende cha alla prima bolina girino in testa Baronio e Ristori, i due local che meglio conoscono le bizze del posto. Tutto finito? Manco per idea, perché il vento è talmente ballerino, che anche i local iniziano a ballare: Ristori scivola indietro e Baronio si fa infilare da uno strepitoso Fornasiero. Terzo Guido Ciccotti, mentre Davide Fontana e Luca Polenta chiudono rispettivamente quarto e settimo, a conferma che di local, in quel delirio, c’era davvero poco. Peccato per l’altro ravennate, Federico Feletti, che dopo aver girato terzo la prima bolina, chiuderà solamente nono. Standing ovation per Mario Mambro, che dopo aver rimesso piede (e gamba) sulla barca da pochissimi giorni segna con questa prova il suo attesissimo ritorno alle regate.

L’aria sarà incerta, ma intanto tiene. E si parte subito per la seconda prova che, come la prima, è un omaggio al Tigullio in salsa lacustre: tanti salti e poco vento. Davide Fontana, visto l’allineamento sbilenco, parte primo mura a sinistra in boa, davanti al sottoscritto e a Luca Polenta. Il passo è quello dei giorni migliori, ma è sopratutto la tattica che si rivela impeccabile perché, salti o non salti, questa volta Davide non ne sbaglia una e taglia primo davanti a un bravissimo Luca Drei, che azzecca l’ultimo bordo dell’ultima bolina. Terzo ancora Ciccotti, ribattezzato “gutta cavat lapidem” per la lapidaria regolarità.

Barche a terra e gambe sotto il tavolo, anzi sotto i tavoloni e sopra le panche dell’Avb per una grigliata con tanto di luna piena e di Camillo, il pastore tedesco del circolo che aspetta paziente sapendo che nessuno riuscirà mai a finire tutto quel ben di dio…

 

Domenica benedetta domenica, il vento si fa aspettare, ma questa volta arriva deciso. Prima entra con due ceffoni modello Garda, poi si placa su una onorevole media di 14-15 nodi. Purtroppo l’allineamento è storto anche questa volta e costringe a una partenza stretta stretta in boa: ne fa le spese Fontana, che toccato il pallone giallo, fa subito un 360. La penalità si rivela però un colpo di fortuna perché a quel punto Davide non può far altro che buttarsi tutto a sinistra dove il vento de noantri, la termica di Bracciano da 220, sta arrivando con le prime ochette bianche. Davide recupera tutto il terreno perduto e si presenta in boa insieme a Polenta, con il quale inizierà un personale match race di virate, controvirate e coperture di poppa: alla fine vincerà Davide, seguito da Luca e, di nuovo, da Fornasiero. “Gutta” Ciccotti, partito male, recupera posti su posti chiudendo quarto, anche perché all’ultima bolina confonde la boa degli FD, più lontana, con quella più vicina dei Contender.

Si fa una certa, ma l’aria tiene e c’è tempo per la quarta e ultima prova che, ovviamente, apre il gioco degli scarti. L’orologio segna las cinco de la tarde che, come è noto, non è mai un’ora lieta. I primi ad accorgersene sono Polenta e Fornasiero che, obbligati di nuovo a partire mure a sinistra in boa, premono l’acceleratore per evitare di dare acqua alla invincibile armata di Snipe che arriva mure a dritta: l’operazione riesce ma a costo di due pesantissimi ocs. Chi più fa le spese dell’ora infausta per i velisti, non solo per i toreri, è però Antonio Leonardi, che alla seconda bolina con mure dritta, viene infilzato da uno Snipe, fuori controllo, di poppa e con mure a sinistra. Il risultato è un buco tondo tondo sulla fiancata destra che obbliga Antonio a rientrare con la barca piena d’acqua e l’umore fumante e nero come la lava dell’Etna. A vincere la corrida, pardon regata, questa volta è “gutta” Ciccotti che tiene testa fino alla fine al solito Fontana, seguiti da Luca Drei, che taglia quinto, ma diventa terzo grazie agli ocs di Fornasiero e Polenta.

Morale della favola: l’Interzonale del centrosud lo vince con merito Davide Fontana seguito da Guido Ciccotti e terzo, lo avrete capito, il bravissimo Luca Drei. Lunedì, infine, la piacevole sorpresa di una pagina intera del Messaggero che trovate in allegato, insieme alla classifica generale e a quella del campionato quarta zona.

 

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