Il segretario della Classe Bruno Orfino riceve da Violetta Manni il Trofeo Manno Manni vinto da Luca Bonezzi
Anonimo Chiavarese

Anonimo Chiavarese

Santa Marinella: a Luca Bonezzi il Trofeo Manno Manni

Due giorni di montagne russe (meteo e agonistiche) non fermano il trattorino mantovano che vince con una prova d'anticipo la prima Nazionale della stagione intitolata al nostro amico. E la sera arrivano i Cugini di campagna...

Benvenuti sulle montagne russe. Il cartello del Comune ovviamente dice altro, ma chi è stato a Santa Marinella per la prima Nazionale della stagione ha ben presente di cosa parlo. Perché al “Manno Manni”, il trofeo messo in palio per ricordare il nostro amico partito troppo presto, è successo di tutto. Dal punto di vista meteorologico ma anche agonistico. Volete saperne di più? Allacciate le cinture.

La prima salita, dell’ottovolante intendo, è morbida e inizia venerdì quando Bruno Orfino, in evidente crisi di astinenza velica, si presenta al porticciolo di buon mattino dopo aver viaggiato di notte e dormito in autogrill… Uscitina di allenamento con otto nodi insieme a Fontana e al sottoscritto per saggiare il campo, ma soprattutto l’onda “californiana” della zona (alla mitica Banzai Beach, poco più a sud, le sagome nere che si vedono non sono foche ma gli ormai famosi surfisti laziali).

Benvenuti in California

La salita si fa più ripida sabato mattina quando il vento e l’onda fanno subito capire chi comanda da quelle parti. Partiamo con un sole che va e viene, ma soprattutto un 160 sui 15 nodi. Purtroppo mettono giù un bastone ed è un vero peccato, perché i laschi, con quel vento e quelle onde, sarebbero stati spettacolari. Il campo è diviso in due, perché è vero che in quelle condizioni sarebbe d’obbligo il bordo a terra, ma è innegabile che fuori pompa di più. Che fare? Il local Fontana trova la soluzione: camminare più degli altri con vento forte. Parte primo, gira primo e arriva primo con tanti saluti ai dubbi e alla strategia. Gli unici a stargli dietro sono gli altri campioni del gruppo, vale a dire Lambertini e Bonezzi.

Alla seconda prova l’onda resta ma il vento gira e cala. E soprattutto si buca. Partiamo con un 140 sui dieci nodi che comincia a oscillare come un tergicristallo. E qui comincia l’ottovolante dei risultati, perché chi si trova davanti ci mette un attimo a scivolare in coda. E viceversa. Chi non perde la testa, in quel miscelatore di posizioni, è Bruno Orfino che vince con merito davanti a Paolo Mascino e Luca Bonezzi che porta a casa un altro terzo posto. Fontana quarto e Lambertini addirittura ottavo.

Alla terza prova i nodi calano e i buchi aumentano. Si parte con un 130 sui sei-sette nodi che con quell’onda sono un autentico supplizio. Chi non soffre è il trattorino mantovano, al secolo Luca Bonezzi, che chiude primo davanti a Orfino e a un rinato Chiandussi che, a proposito di ottovolante, aveva chiuso decimo la prima prova.

Alla sera cena di pesce all’Isola (paccheri con spigola e orata in crosta) nella piazzetta di Santa Marinella dove “I cugini di campagna” – sì, proprio loro – stanno per riscaldare la Festa di San Giuseppe.

Benvenuti a Plymouth

Domenica si cambia aria. E non solo in senso eolico. Perché se il giorno prima sembrava di essere in California (sole, onda e vento), ora sembra d’essere a Plymouth: freddo, pioggina e tanto umido. Stefano Longhi esce dall’albergo in ciabatte e muta (“così non mi spoglio in strada”) mentre Fontana sala in barca con una cerata transoceanica che aveva nel camper (“ho dimenticato lo spray top”) e che, per fortuna, riporrà nel “guardaroba” di prua prima della partenza.

Il vento è più da terra ma segna comunque un bel 13-14 nodi da Est. La linea, storta di venti gradi, premia chi parte in boa ma punisce chi lo fa troppo presto, come Davide Fontana costretto a rientrare lasciando campo libero a Bonezzi. Il trattorino tira il bordo terra allungandosi metro dopo metro. Gli altri, schiacciati sotto i suoi rifiuti, virano troppo presto firmando subito la resa. Bonezzi vince in solitario, davanti a Lambertini e a un Fabrizio Onofri in grande giornata. Fontana, sì proprio lui, non va oltre il settimo posto a conferma che l’ottovolante non risparmia nessuno (tranne uno).

Alla seconda prova il vento scende a otto nodi e gira a 110: sarebbe da spostare la boa, ma poiché Vaurien e Melges 14 sono ancora in regata, partiamo con lo stesso campo ma il vento più a destra. Vista l’aria che tira (e gira) il supertattico Chiandussi si butta saggiamente al largo, seguito da Bonezzi e Onofri che manterranno le posizioni fino alla fine. L’ottovolante si accanisce con Fontana (addirittura nono) ma prende di mira anche Paolo Mascino che chiude in coda.

Alla terza il vento cala a sei nodi. Bonezzi accende il computer di bordo e scopre che i risultati, non solo gli danno ragione ma, come Rodney Pattison ai mondiali FD del secolo scorso, gli permettono di saltare l’ultima prova e tornare a terra per imballare il tutto. Dei comuni mortali (rimasti a battagliare) il più veloce sembra essere Davide Fontana, ma Fabrizio Onofri la spunta di poco prima della boa. E qui entra in ballo l’ottovolante, perché Orfino che sembrava spacciato, indovina il bordo a terra nella seconda bolina, mentre Antonio Lambertini si ritrova in coda. La prova, l’ultima, la vince Onofri davanti a Orfino e Chiandussi. Ma la Nazionale – e il Trofeo Manni – lo vince con merito Luca Bonezzi davanti ad Adriano Chiandussi e Bruno Orfino (la classifica, alla premiazione, dava un ordine inverso fra il secondo e il terzo, ma un conteggio della quarta prova cambierà quelle posizioni).

La regata finisce qui ma la giornata continua a terra con la premiazione sulla terrazza e il brindisi di tutti – Contender, Vaurien e Melges – dedicato all’amico Manno con la moglie Violetta a consegnare il Trofeo dedicato al nostro amico.

Il Trofeo Manno Manni verrà assegnato in via definitiva a chi lo vincerà per tre volte
Il Presidente della Classe Contender Luca Landò presenta il Trofeo Manno Manni
Il segretario della Classe Bruno Orfino riceve da Violetta Manni il Trofeo Manno Manni vinto da Luca Bonezzi

Morale della favola?

– Una regata bellissima, perché sei prove su sei (di cui due con vento forte e onda) non capitano spesso. Ma anche una regata difficile, come indica l’altalena di posizioni (le montagne russe…) che ha coinvolto e travolto quasi tutti. L’unico a non risentirne è stato il trattorino mantovano, sicuramente il più allenato di tutti (vedi il bel Mondiale australiano di gennaio) ma anche il più costante in tutte le condizioni.

– Luca Bonezzi vince con merito la prima Nazionale dell’anno, ma anche la prima edizione del Trofeo Manno Manni, un challenger triennale che fino alla sua definitiva assegnazione (dopo tre vittorie, appunto) aprirà la prima Nazionale della nostra stagione.

– Un ultima riflessione, doverosa. Dodici barche a una Nazionale sono davvero poche. Perché è vero che al nord fa ancora freddo, che le uscite sono ancora poche, che la stagione è iniziata prima… Però è anche per questo che si era deciso di andare a Santa Marinella dove è facile trovare primavera già a febbraio. Che dire: chi c’era si è divertito molto, ma spiace che una regata così bella sia stata goduta da così pochi. E che una classe così “generosa” lasci una immagine così “sparagnina”. Anche perché se c’è una immagine che ben riassume la filosofia del Contender è lo scafo di Stefano Longhi sul tetto del camioncino prima di tornare a Trieste… Cosa non si fa pur di uscire su questa splendida barca!

Di seguito trovate la classifica generale e un articolo uscito il 17 marzo sul Messaggero per ricordare Manno Manni e il Trofeo a lui dedicato.

 

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